Re-interpretare la “T-Shaped” per orientarsi nel Futuro del Lavoro

di Adriano Gasparri

Cosa hanno in comune competenze trasversali, intelligenza artificiale e futuro del lavoro?

“Connettiamo i puntini” e scopriamolo insieme 😉

Utilizziamo la metafora della “T-Shaped” https://en.wikipedia.org/wiki/T-shaped_skills  per comprendere quali saranno le competenze che ci permetteranno di essere sostenibili nel futuro mercato del lavoro. Sviscerare la forte connotazione tra l’”essere” e il “fare” è la base di partenza per dare un vero e profondo scopo alla propria carriera professionale e quindi capire il perchè è necessario implementare una specifica competenza piuttosto che un’altra. Immaginiamo una grande lettera T, nella parte alta orizzontale mettiamo le competenze trasversali (aka soft skills), nella parte bassa verticale mettiamo le competenze tecniche (aka hard skills). Consideriamo nelle trasversali leadership, problem solving, team building e lateral thinking, ma anche accounting e project management. Consideriamo nelle tecniche tutte quelle specifiche di ogni singolo settore, ad esempio social media marketing e web marketing per la promozione sul web.

Occorre possedere la capacità di sapersi mettere al servizio degli altri (leadership), la capacità di rispondere ai problemi in maniera risolutiva (problem solving), la capacità saper collaborare bene in squadra (team building) e la capacità di saper pensare fuori dagli schemi (lateral thinking) – tutte insieme non solo una – per trovare quella visione e quello scopo che permetteranno al professionista di rendere concreta la visione del business sul quale sta lavorando. In questo modo si riuscirebbe a prendere in carico il trend sempre più diffuso di questi anni, lo sviluppo di un proprio progetto imprenditoriale (aka imprenditore d’azienda / imprenditore di se stesso) o comunque da intrapreneur https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapreneurship che anche se dipendente sa ragionare come se l’azienda fosse la propria.

Inoltre, l’ormai piena diffusione delle Metodologie Agili https://it.wikipedia.org/wiki/Metodologia_agile – anche fuori del settore ICT – ha permesso anche di portare due utili competenze precedentemente tecniche tra le trasversali. Sto parlando della capacità di saper gestire un cliente (accounting) e della capacità di saper gestire un progetto (project management), le quali non sono più appannaggio di una figura professionale come l’account o il project manager ma sono condivise tra tutti i membri di una squadra aziendale.

In sostanza, un professionista T-Shaped è una persona con una buona visione d’insieme orizzontale che sa verticalizzarsi altrettanto bene quando ha bisogno di entrare in merito ad uno specifico dominio.

Aggiungiamo un altro livello di consapevolezza al ragionamento sulle competenze di prima e interpretiamo i dati che ci fornisce il World Economic Forum http://reports.weforum.org/future-of-jobs-2016/ sul futuro del mondo del lavoro. In futuro ci saranno solo due tipi di lavori: quelli manuali ripetitivi e quelli cognitivi non ripetitivi. Tutti i lavori che oggi si fanno grazie alle sole competenze tecniche sono già obsoleti e sono i più soggetti ad alta automazione pertanto quando saranno le macchine a farli al posto dell’uomo quei professionisti o si adattano all’evoluzione o non avranno più attinenza al contesto lavorativo.

In questi anni di Machine Learning https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_automatico stiamo istruendo la macchine per fare meglio di quanto sappiamo fare oggi così che in nei prossimi anni l’Intelligenza Artificiale https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale ci aiuterà a fare lavori non più dedicati alla produzione ma al processo e all’innovazione. L’intelligenza Artificiale così come ogni tecnologia, non è stata pianificata, ma è cresciuta lentamente, per errori e approssimazioni successive. Del resto, come il nostro Dna, è impossibile da pianificare. Il Dna programma i nostri atomi e ora il software programma il Dna delle macchine: questo ci cambia come persone e come società.

Con le tecnologie abilitanti odierne come Chat Bot https://it.wikipedia.org/wiki/Chat_bot (rif. Cluana del Comune di Civitanova Marche) o Assistenti Virtuali https://it.wikipedia.org/wiki/Assistente_virtuale (rif. Google Home, Amazon Echo o Apple HomePod) stiamo vedendo ancora solo la punta dell’iceberg. Un cambiamento sociale profondo: le persone preferiscono chiedere assistenza ad un software perché più rapido, più preciso ed efficace di una persona, persino più educato di un essere umano. In un mondo dove le persone necessitano di attenzione e cura, perché si sentono protagoniste o semplicemente perché vogliono essere “coccolate” è proprio l’Intelligenza Artificiale che può aiutare le aziende a dare delle risposte concrete in questa direzione.

Ed infine, aggiungiamo il livello più profondo e consapevole. In futuro i robot sostituiranno https://medium.com/the-mission/be-prepared-to-lose-your-job-in-the-future-if-you-dont-learn-this-one-skill-now-8a87ade2a268 l’uomo in molte professioni e mestieri le quali ad oggi permettono ancora uno stipendio; in futuro i robot permetteranno anche al mondo del lavoro di creare e far prosperare nuove professioni e mestieri che oggi non abbiamo (aka la transizione più rapida che l’uomo abbia mai vissuto nella storia). Le macchine, l’automazione e l’intelligenza artificiale non ci ruberanno il lavoro, banalmente perché il lavoro non si “ruba”. Il buon lavoro crea altro lavoro e alimenta crescita e l’interscambio; l’impiego, il lavoro fatto male o per costrizione, soffoca il mercato del lavoro e l’economia.

La maggior parte dei bambini di oggi, da grande farà un lavoro che oggi non esiste e che oggi non sappiamo neanche immaginare. Dobbiamo trovare lavori che l’Intelligenza Artificiale non può fare e formare le persone a fare quei lavori. Dobbiamo formare figure professionali ibride. Occorre puntare su percorsi formativi che siano sempre più costruiti e progettati in un’ottica interdisciplinare e multidisciplinare. Professionisti che sappiano tenere insieme immaginazione e razionalità, creatività e rigore metodologico, l’umano e il tecnologico.

Il fulcro sta nel comprendere che se gli agricoltori che coltivavano i campi hanno visto una naturale evoluzione come operai nelle fabbriche e a loro volta gli operai hanno visto una naturale evoluzione da impiegati negli uffici, gli impiegati di oggi in cosa vedranno la loro evoluzione? Occorre focalizzarsi su come cambierà tutto l’ecosistema http://news.gallup.com/reports/220313/state-global-workplace-2017.aspx#formheader partendo da re-inventare il sistema scolastico e l’approccio all’istruzione. Non possiamo permetterci di dare risposte vecchie a domande nuove. Occorre avere il coraggio di andare oltre quella visione ingannevole che ci spinge a dover trovare sempre l’utilità in tutto ciò che facciamo, anche in ciò che riguarda la nostra crescita e maturazione intellettuale e personale: riscoprire il valore dell’autenticità e ritornare ad un’educazione all’autenticità. Dovremo formare sempre più “manager della complessitàhttps://www.milanofinanza.it/news/i-titani-della-tecnologia-devono-smettere-di-fingere-che-l-ai-non-distrugga-posti-di-lavoro-201803022233449693 che è una complessità sociale, relazionale, organizzativa, una complessità non oggettivabile in nessuna formula. Le organizzazioni in cui vanno e andranno a lavorare i giovani sono sistemi sociali, noi li dobbiamo educare, formare e aggiornare a questo, ad abitare questa complessità che non è mai prevedibile fino in fondo.

Ad Maiora Semper ! 😉
Adriano

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