Leadership di successo: perchè la mindfulness è indispensabile

di Gina Siddu Pilia

Quando la maggior parte delle persone pensa ad un grande leader, immagina qualcuno con grandi doti organizzative e ottime skills comunicative da trascinatore di folle. In questa visione il focus del leader è rivolto verso l’esterno.

Che cosa succede invece se il focus è rivolto verso l’interno?

Sembra un’ipotesi che solo un grande saggio cinese potrebbe attuare, ma la pratica della Mindfulness rende questo sentiero percorribile. Fra tutti i benefici scientificamente dimostrati negli ultimi 30 anni che la pratica della Mindfulness comporta, uno dei principali e più articolati è lo sviluppo dell’intelligenza emotiva. Da oltre 20 anni i ricercatori della Case Western University stanno dimostrando che la leadership efficace trova le proprie fondamenta nell’intelligenza emotiva e vediamo perché.

L’intelligenza prende molte forme fra le quali l’abilità di comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri.

Questo tratto della personalità, che è possibile sviluppare attraverso la pratica costante della Mindfulness, è essenziale per la leadership di successo.

Ecco che cosa comporta l’intelligenza emotiva:

  • Consapevolezza precisa e acuta dei processi interni

Una delle caratteristiche dell’intelligenza emotiva è l’abilità di comprendere i propri sentimenti e le proprie emozioni e gli effetti che hanno sui nostri comportamenti, le nostre decisioni e le nostre interpretazioni della realtà. Ciò è fondamentale per poter essere in grado di prendere decisioni nel momento in cui l’autostima, l’orgoglio, l’impazienza o la rabbia potrebbero prendere il sopravvento e farci fare scelte sbagliate o offuscare la nostra visione. In questa prospettiva è il leader che prende decisioni e non le sue emozioni o i suoi sentimenti a riguardo della situazione che sta confrontando.

Per esempio, se precedentemente abbiamo appoggiato una certa strategia, il nostro orgoglio o la nostra autostima potrebbero farci sentire legati a questa strategia che casomai non sta funzionando e avremo difficoltà a riconoscerlo ed accettarlo. I leader che sono emotivamente intelligenti sono proni a riconoscere che il loro orgoglio o altri sentimenti influenzano di fatto i loro pensieri permettendogli così di entrare in una chiara visione e fare scelte razionali ed imparziali. Inoltre sono consapevoli del fatto che le proprie emozioni influenzano gli altri (ciò che le neuroscienze hanno definito ‘contagio emotivo’), per cui sono in grado di mantenere un ambiente equilibrato e di supporto intorno a loro.

  • Anticipazione ed interpretazione emozionale dell’impatto

Nonostante si voglia a tutti i costi interpretare il mondo del business come prettamente oggettivo, è nella realtà più profonda un’esperienza emotiva. L’intelligenza emotiva mette in grado di poter anticipare e rispondere alle altrui emozioni e sentimenti nel modo più appropriato e produttivo al raggiungimento dell’obiettivo. Il leader emotivamente intelligente, essendo allenato a riconoscere e gestire le proprie emozioni senza identificarsi con esse e quindi non agendole, è anche in grado di riconoscere e gestire le altrui emozioni a vantaggio della visione comune del business.

Per esempio, una cattiva notizia può generare un’onda di ansia o scoraggiamento, così come una buona notizia può generare un eccesso di ottimismo nei dipendenti e collaboratori. L’intelligenza emotiva mette in condizione di anticipare come le persone reagiranno e di sviluppare una strategia che mantenga l’organizzazione con i piedi per terra.

  • Gestione della salute psicologica e del benessere all’interno dell’organizzazione

I leader dotati di intelligenza emotiva hanno quindi facilità nel riconoscere e valutare lo stato psicologico ed emotivo dei propri collaboratori e dipendenti. Ciò mette in grado di poter individuare se qualcuno all’interno dell’organizzazione soffre di ansia, depressione, disordini post-traumatici, disordini alimentari o qualunque altro tipo di sofferenza. Nel riconoscerne la presenza, il leader potrà fornire il supporto adeguato che non solo migliorerà le condizioni del singolo individuo, ma promuoverà un ambiente di lavoro più armonioso e produttivo. Ciò rientra sempre nella visione che le emozioni sono contagiose e che quelle negative possono creare seri danni all’organizzazione, che in questa prospettiva è più vista come un organismo vivente.

  • Comunicazione efficace

Un leader emotivamente intelligente è un leader che ascolta. L’ascolto profondo e senza giudizio, cioè senza opinioni a riguardo di ciò che viene detto in quel preciso istante, mette in condizione di capire se l’interlocutore è confuso o se non ha intenzione di seguire le direttive o se prova resistenza di fronte alle direttive, rendendo quindi possibile lo sviluppo di strategie affidabili di comunicazione con tutti coloro che lavorano all’interno dell’organizzazione.

  • Senso dell’umorismo

Sembra banale, ma è importante far ridere le persone. Le neuroscienze hanno dimostrato che il riso attiva l’ossitocina, uno degli ormoni del benessere, e un leader emotivamente intelligente sa che il benessere all’interno dell’organizzazione è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi e della salute dell’organizzazione stessa. Sa quindi come far ridere coloro che lavorano per lei/lui e come sollevare l’umore al momento giusto.

La pratica della Mindfulness, e l’intelligenza emotiva che ne scaturisce, sono la chiave del successo nella leadership e nella vita personale.

Quando dobbiamo relazionarci con gli altri le nostre abilità cognitive ci servono a ben poco se non per capire che dobbiamo penetrare un territorio altro fatto di emozioni e sentimenti che ogni essere umano condivide.

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