La bellezza salverà l’Italia

di Veronica Santoni

“La bellezza salverà il mondo”, una delle frasi più celebri tratte da L’Idiota di Fëdor Dostoevskij, è un tema centrale in un paese come l’Italia che conserva il maggior numero (53) di siti UNESCO al mondo. Nella vita del grande romanziere russo la bellezza era così importante che ogni anno si recava a Dresda per vedere la Madonna Sistina di Raffaello. Rimaneva a lungo in contemplazione davanti a quella magnifica opera per tirare fuori l’ispirazione necessaria per scrivere.
E’ difficile però parlare di bellezza in un settore come quello della cultura che sforna tanti laureati ma pochi posti di lavoro. Chi come me è uno storico dell’arte quante volte si è sentito dire la frase “ con la cultura non si mangia”? Ahimè tante, ma io non sono d’accordo.
Cosa è stato fatto in proposito dall’uscente Ministro delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini?

Per quanto riguarda i beni culturali la grande novità è che 32 musei sono stati dotati di autonomia. Prima dipendevano dalla soprintendenza ed erano privi di autonomia finanziaria e gestionale. Ora ogni museo ha un direttore e può riutilizzare i fondi che riesce a raccogliere tramite politiche attive di gestione. Si va così a creare un circolo virtuoso: ogni museo sta ripensando e valorizzando il legame col suo territorio.
C’è stata la legge sul cinema che ha introdotto una tax credit e ha riportato le produzioni straniere di nuovo in Italia. Poi l’introduzione dell’Art Bonus che ha permesso ai privati di finanziare il restauro di opere pubbliche. Per non parlare del concorso dei 500 funzionari, le soprintendenze uniche, la riforma delle esportazioni dei beni culturali, la liberalizzazione di foto presso i musei, archivi e biblioteche, l’istituzione della direzione generale per l’arte contemporanea e le periferie urbane, l’introduzione di 18app (i 500 euro per i diciottenni da spendere in cultura), l’istituzione dei caschi blu per la cultura e altro ancora.
In soli quattro anni si è riscontrato un aumento del bilancio a oltre 2,4 miliardi di euro dagli 1,5 del 2013. (Cfr. Report delle attività 2014-18 MiBACT)
Molti hanno parlato di rivoluzione, altri di oscenità. Il dibattito è ancora aperto ma si respira aria di cambiamento.
Per citare le parole della presidente della commissione cultura della Camera Flavia Piccoli Nardelli:

“La cultura è la risposta ai problemi che minacciano il futuro dell’Italia”.

Per Dostoevskij la contemplazione della Madonna di Raffaello era come una terapia personale, perché senza di questa avrebbe reso i suoi personaggi ancora più oscuri, davanti ai problemi che lo tormentavano. Parlare di bellezza in Italia ci aiuta a ricordare perché la cultura in tutte le sue forme ha reso questo paese unico ed eccezionale. Dalla pittura alla scultura, dalla letteratura al cinema, dalla musica alla moda, dal paesaggio all’architettura, ovunque si respira bellezza.
“Sicuramente non possiamo vivere senza pane, ma anche esistere senza bellezza” è impossibile, ripeteva Dostoevskij.

La bellezza è una forza propulsiva che genera ricchezza e, aggiungerei, anche lavoro.

Un pensiero su “La bellezza salverà l’Italia”

  1. Sono profondamente in accordo con quanto sostenuto nel suo articolo. Le sue parole sono musica per le mie orecchie e la musica si sa… accende la passione.

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