Italia: restare per cambiarla

restare per cambiare

di Silvia De Angeli

Tanti possono essere i motivi per cui lasciare l’Italia, un paese per molti senza futuro.

Molte persone sono insoddisfatte e si sentono oppresse da un sistema che, a parer loro, non funziona più. C’è chi vede i paesi del nord, come Danimarca o Svezia, come veri paradisi terrestri, in cui le persone contano veramente ed il tenore di vita è più alto.

C’è chi si trasferisce perché non si riconosce in questo Stato, non si sente più italiano e cerca una patria sotto un’altra bandiera. Ma che colpa ne ha l’Italia?

L’Italia, il bel paese, soffre più di tutti coloro che l’abbandonano ed è ferita dalle logoranti e ripetute critiche che le vengono scagliate contro.

Povera Italia, donna incompresa.

La ricchezza dell’Italia

Lei, che sotto uno strato di polvere nasconde la vera bellezza. L’Italia, per chi sa che la ricchezza non è solo materiale, è un paese ricco, uno dei più ricchi al mondo. Ma il suo patrimonio è trascurato, è dimenticato come un libro in soffitta.

L’Italia è ricca, l’Italia è storia e tradizioni.

L’Italia porta con se, ignorate dall’indifferenza e ignoranza umana, tutte le potenzialità per rinascere.

Possiede già tutto quel che serve, è un mare di risorse e una montagna di possibilità. E non è solo passato: è presente, vive.

Ma che colpa ne ha lei, povera Italia?

Sono gli italiani che dovrebbero comprendere la grandezza della loro terra, l’unicità del loro territorio, la ricchezza del loro paese. E dovrebbero arrabbiarsi con se stessi, perché la società è il risultato delle loro azioni.

Gli italiani dovrebbero trasformare la loro rabbia in motivazione, in voglia di cambiamento. Dovrebbero accorgersi dell’occasione che stanno sprecando.

L’Italia è nostra

In un momento in cui anche a livello edilizio bisogna sostenere e incrementare la ristrutturazione ed il recupero degli edifici, perché lasciar cadere proprio la nostra casa?

Ognuno di noi, e non importa se non senta un effettivo ed immediato cambiamento intorno a sé, deve impegnarsi in un’opera di riqualificazione della propria, grande e bellissima casa: l’Italia.

Col tempo, con il sacrificio e con la cooperazione di tutti, quella vecchia e cadente catapecchia tornerà ad essere una vera casa, in cui ci si sente al sicuro ed di cui si è soddisfatti. Perché lasciarla? Ristrutturiamola, cambiamola!

La metafora della casa è importante, ci fa comprendere come l’Italia non sia di altri o di nessuno: l’Italia è nostra, è di ognuno di noi. E come questa viene governata, lo scegliamo noi.

Italia: restare per cambiarla

Dare la colpa è facile, cambiare un po’ meno, ma la soddisfazione finale non sarà certo la stessa.

I materiali usati saranno tutti di recupero, nulla di nuovo.

Dobbiamo ritrovare il senso dello stato che aveva Cicerone, l’attenzione ai dettagli di Dante, l’amore per l’arte di Michelangelo, il valore della patria di chi è morto combattendo per questa…

L’Italia è come la casa di famiglia, costruita dai nostri nonni, ricca di ricordi e di storie.
Noi italiani abbiamo un peso enorme sulle spalle, una responsabilità immensa. Il denaro va e viene. La cultura resta e su questo dovremmo ricostruire la nostra società.

“A voi, uomini nati in Italia, Dio assegnava, quasi prediligendovi, la Patria meglio definita dell’Europa. […] Dio v’ha steso intorno linee di confini sublimi, innegabili: da un lato, i più alti monti d’Europa: l’Alpi; dall’altro: il Mare, l’immenso Mare. […] A quest’ultima prova dovete tendere con tutti gli sforzi”. Giuseppe Mazzini

L’Italia non è un paese come gli altri, quelli da ricostruire da zero, quelli che non hanno storia.

La rinascita dell’Italia ed il futuro di ognuno di noi saranno possibili solo attraverso la valorizzazione, lo studio e la conoscenza della nostra immensa e inarrivabile eredità culturale.

Se lo vorremo, ritorneremo il bel paese. Se lo vorremo, non si sentirà più una lamentela sull’Italia, sia interna che esterna.

Basta essere i bersagli, i gioppini e i nullafacenti, quelli apprezzati solo per la pizza, gli spaghetti ed il bel mare. Basta, e lo dico agli italiani: ribellatevi a queste perfide voci. Ma ribellatevi con l’intelligenza che la vostra tradizione vi ha insegnato.

Combattete questa lotta alla rinascita riscoprendo i vostri valori e le vostre ricchezze. Vantatevene, mostrateli al mondo.

Ristrutturate i vostri muri, togliete le ragnatele, sistemate la vostra casa. E poi restateci!

Immagine di Activedia su Pixabay

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