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Giovani, autostima e bullismo

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di Antonella Salvatore

La mancanza di autostima alimenta il bullismo

La mancanza di autostima è un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani ed è innanzitutto questa la causa dei crescenti fatti di bullismo.

Quasi il 35% degli adolescenti ammette di essere stato vittima di bullismo o di aver assistito a fenomeni di bullismo.

L’Italia è al terzo posto in Europa dopo Gran Bretagna e Francia, per il numero di fenomeni di bullismo, un dato molto preoccupante.

I cosiddetti bulli trovano terreno proprio nella mancanza di autostima delle persone, fanno leva su questo e hanno l’obiettivo di minare l’autostima degli altri.

Il bullo si nutre della mancanza di autostima delle vittime.

Chi sono le vittime?

Mancano frequentemente di autostima le ragazze, più dei ragazzi, per ovvie ragioni culturali.

Mancano di autostima tutti coloro che sentono di non essere accettati, i giovani che scoprono di avere un orientamento sessuale diverso dai propri compagni o coloro che si sentono “diversi” anche solo per il colore della pelle, o per tanti altri motivi, a volte banali agli occhi di un adulto.

Alcune situazioni tipiche indicano chiaramente la mancanza della cosiddetta self-confidence.

Le persone poco self-confident esprimono spesso verbalmente la propria insicurezza; esse sono solitamente le prime a chiedere scusa, quelle che pensano sempre di essere loro a sbagliare e a non andare bene.

Lo stesso dicasi per i ragazzi più introversi. Mancano di autostima quelli che hanno paura di esporsi, quelli che non si sentono belli, quelli che non hanno ricevuto (per qualsivoglia motivo) sufficiente supporto da piccoli, quelli a cui nessuno dice mai “bravo, vai bene così”.

La mancanza di autostima può portare senso di inadeguatezza e senso di colpa.

Il sentirsi inadeguati così come il senso di colpa possono indurre a diventare vittime: da questo ad essere “bullizzati” il passo può essere davvero breve.

Per le ragazze, l’inadeguatezza non va sottovalutata.

Spesso questo è proprio il primo passo che le porta a diventare vittime di un uomo (i femminicidi nel nostro paese riguardano spesso le giovanissime).

Siamo diventati davvero un paese di bulli?

Il nostro paese ha bisogno di combattere il bullismo e può farlo insegnando, già dalle scuole, il rispetto per gli altri ed il rispetto per le regole.

Il bullismo si può combattere favorendo laboratori di cittadinanza attiva e studio dell’educazione civica.

Ma il bullismo va combattuto anche aiutando i giovani a costruire la propria autostima.

Il primo passo per far crescere l’autostima è insegnare ad accettare che tutti gli essere umani sono imperfetti.

La scuola deve insegnare a sbagliare; far capire che fallire fa parte della vita.

Ma al tempo stesso serve insegnare ai giovani a fissare continuamente traguardi, seppur piccoli, e a lavorare sodo per raggiungerli: ogni volta che l’essere umano raggiunge un traguardo si sente più forte e meno inadeguato.

Un ultimo fattore, non meno importante, quello umano: docenti, famiglia, amici.
L’apprezzamento espresso con le parole aiuta il giovane a costruire la propria autostima e a sentirsi più forte rispetto al mondo che lo aspetta.

Foto di Wokandapix da Pixabay

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