Educazione ambientale: il sì della scuola

Educazione ambientale

di Silvia De Angeli

Bussetti e Costa firmano Protocollo d’intesa: 1,3 milioni di euro per proposte di attività di educazione ambientale. 

Anche l’Italia dice sì all’educazione ambientale. Un sì che è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso.
Lo stesso Ministro dell’Ambiente Sergio Costa sostiene che “…dobbiamo fare in modo che chi si affaccia alla vita, abbia subito un pensiero ambientale. Formare nell’ambiente vuol dire costruire il futuro del nostro pianeta”.

Purtroppo ancora oggi si sottovaluta l’importanza di una seria educazione all’ambientale. L’indifferenza e la lontananza della società moderna dall’ambiente sono dovute innanzitutto al fatto che l’ambiente, purtroppo, lo si conosce poco.

Cos’è l’ambiente? L’ambiente è “l’insieme delle condizioni in cui si svolge la vita degli organismi”.

L’ambiente riguarda noi e la nostra vita e, l’errore paradossale, è che viene spesso considerato come qualcosa di estremamente distante.

Usiamo questa complessa parola per riferirci all’ambiente naturale, sociale, culturale, urbano, virtuale, materiale… Lo usiamo anche come sinonimo di spazio, di territorio, di luogo e di ecosistema (“ambiente familiare”, “ambiente politico”, etc.). Generalmente possiamo affermare che l’ambiente è tutto ciò che circonda il singolo organismo, vegetale o animale, in uno spazio definito.

L’ambiente dunque è in costante contatto con noi. Ma noi lo siamo con l’ambiente?
È triste pensare al rapporto uomo-ambiente come un rapporto conflittuale, di distacco, disagio, odio e amore, supremazia e prepotenza. Come un binomio burrascoso e irrisolvibile. Come il risultato di scelte egoistiche e, detto senza mezzi termini, disumane e ignoranti. Ignoranti nel senso che tralasciano il valore inestimabile dell’ambiente. Perché ricordiamolo: l’ambiente è vita, la nostra vita!

Bisogna “smontare il mito dell’antica armonia perduta tra uomo e natura. L’interferenza con gli ecosistemi deriva da una evoluzione del pensiero, non solo dell’azione umana.” (“L’impronta originale” di Guido Chelazzi). È il pensiero umano che va educato. Le azioni concrete saranno una conseguenza. Da sempre è l’uomo che gioca a sfavore dell’ambiente, guardando soltanto alle proprie tasche sporche, quelle di chi vuole tutto per sé e se ne frega del resto. E l’ambiente è tutto il resto.

Educare all’ambiente vuol dire assumersi le proprie responsabilità, non colpe.

L’educazione ambientale è il primo grande passo verso lo sradicamento di un problema ormai inveterato nella società moderna: l’indifferenza verso il mondo.

Più giustamente si dovrebbe parlare di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS), la quale non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia e la società. L’ESS concerne tutti gli aspetti della vita e i valori comuni di equità e rispetto per gli altri, per le generazioni future, per la diversità, per la natura, per le risorse della Terra…

Ma siamo davvero pronti a questo tipo innovativo di educazione?
L’environmental education consiste in:
-consapevolezza e sensibilità;
-conoscenza e esperienza;
-atteggiamenti: sentimenti di preoccupazione e motivazione a partecipare attivamente al miglioramento e alla protezione dell’ambiente;
-abilità di identificare e risolvere i problemi ambientali;
-partecipazione: incoraggiare i cittadini ad essere attivamente coinvolti a tutti i livelli nella risoluzione di problemi ambientali (UNESCO, 1977).

L’educazione ambientale è più della semplice environmental information, la quale:
fornisce fatti o opinioni su questioni ambientali;
non insegna necessariamente il pensiero critico;
non migliora necessariamente le capacità di risoluzione di problemi e di decisioni;
potrebbe sostenere un particolare e limitato punto di vista.

I docenti che inietteranno la nuova green perspective nell’instabile organismo scolastico italiano dovranno andare oltre la mera ripetizione di informazioni. E se la scuola italiana è tanto malata come molti sostengono, bisognerà anche preoccuparsi dei possibili effetti collaterali che questa nuova cura potrebbe causare. Quindi, la scuola italiana è veramente pronta al cambiamento? Come reagirà?

Educazione ambientale significa futuro. Significa avere uno sguardo lucido verso il mondo. L’educazione ambientale fornisce a un individuo, una comunità o un’organizzazione la possibilità di migliorare le proprie capacità decisionali. Offre ad essi una prospettiva globale e non si limita ad un particolare punto di vista o azione. Va oltre e concepisce il progresso come qualcosa che lega uomo e ambiente. Non li rende nemici o estranei: crea organicità e armonia.

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha affermato: “…Senza sostenibilità non c’è futuro e noi dobbiamo essere sicuri di aver fornito a ogni bambino e ragazzo un’educazione di qualità anche su questi temi…

Non resta che credere in questo progetto e portare tra i banchi delle scuole italiane una nuova e innovativa prospettiva. Bisogna parlare ai cuori di bambini e ragazzi. Perché “il problema oggi non è l’energia nucleare, ma il cuore dell’uomo.” (Albert Einstein). Partire da quello che le persone hanno dentro è la chiave di successo per uno sviluppo sostenibile.

“Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso.” (José Ortega Y Gasset)

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