Del lavoro e dei suoi significati

di Antonella Salvatore

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori.
La festa fu stabilita a seguito delle proteste dei lavoratori di Chicago (1886) per garantire l’orario di lavoro ad otto ore, ed in Italia si festeggia dal 1891.

Quale significato ha assunto il lavoro in Italia e come sono cambiati i significati della parola col passare degli anni?

La parola lavoro deriva dal latino labor, che vuol dire fatica.

Il primo significato della parola lavoro è fatica, fatica fisica per molti, o comunque, bisogno di fare sacrifici per la propria famiglia e per i propri figli.
La fatica che ti spacca la schiena per raccogliere i pomodori, la fatica di pedalare nella pioggia per fare una consegna, la fatica di alzarsi all’alba per prendere un aereo… Ma anche la fatica mentale, la pressione di consegnare un progetto entro i tempi, la fatica di lavorare dodici ore nella tua multinazionale perché tutti lo fanno e tu non puoi essere quello che si rifiuta o rischieresti di perdere il posto.

Non importa il reddito, l’età, il livello di istruzione, il sesso, il colore della pelle, il lavoro è ancora fatica per molti.

Indubbiamente, va detto, il lavoro ha assunto altri significati nel tempo.

Il lavoro è applicazione delle proprie capacità, quasi una necessità per gli individui, una maniera per dimostrare agli altri cosa sappiamo fare, in che modo siamo capaci di utilizzare le nostre energie e competenze.

Il lavoro è molto spesso riconoscimento sociale, comporta apprezzamento ed identificazione, altrimenti perché le persone direbbero “sono un dottore, sono un avvocato, sono un professore”?

Una sovrapposizione di quello che si è con quello che si fa.

E penso a chi perde il posto di lavoro e per settimane continua ad uscire di casa come se niente fosse, facendo credere alla propria famiglia e a tutti di avere ancora un lavoro. Perché lo farebbe?
Proprio perché la perdita del posto di lavoro crea disagio non solo perché porta alla perdita dello stipendio, ma anche (forse soprattutto?) perché l’individuo sente di aver perso il suo riconoscimento ed il suo posto nella società di cui fa parte.

L’individuo senza lavoro si sente perso, come se non avesse più un suo collocamento nella società che lo accoglie, come se non fosse più degno di farvi parte.

La perdita del lavoro quindi, è devastante perché hai il problema di arrivare a fine mese ma anche perché senti di non avere più una tua identità ed un tuo spazio.

Il lavoro è relazione con gli altri, perché l’essere umano è nato per stare con gli altri, per vivere una vita di relazioni, per confrontarsi e per migliorarsi.

Il lavoro è flessibilità, ossia capacità di adattarsi, perché il mondo cambia velocemente, perché dobbiamo imparare a fare lavori per cui non abbiamo studiato o adattarci a nuove forme contrattuali.

Il lavoro è creazione, nascita di nuove idee e progetti che possono portare al miglioramento, o semplicemente al cambiamento, delle condizioni di vita degli individui.

Il lavoro è temporaneità: il lavoro nasce, cresce, muore, e poi, se mai, ricomincia il suo ciclo.

Il lavoro è emancipazione, indipendenza, conquista della libertà.

Ma si parla tanto anche di lavoro nel senso di disoccupazione, ossia assenza di lavoro: purtroppo, molti parlano del lavoro proprio perché non lo hanno.

Ma si parla anche tanto di lavoro nel senso di posto fisso e certo, anche se la società è incerta e mobile.

Ma si parla anche tanto di lavoro nel senso di sfruttamento, anche se c’è stata l’abolizione della schiavitù e ci sono leggi del lavoro a tutela dei lavoratori.

Qualunque sia oggi il significato della parola lavoro, auguri affinché lavoro significhi per tutti soltanto futuro, mondo meraviglioso che abbiamo nella testa e che desideriamo costruire.

Buona giornata.

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