Colloquio di lavoro: la domanda più insidiosa

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di Antonella Salvatore

Un colloquio di lavoro non deve essere mai sottovalutato, si tratta dello strumento più importante che il candidato ha per poter ottenere un lavoro.
Eppure sono tantissimi i candidati che si presentano ad un colloquio senza essere preparati, ritenendo che non ci sia nulla su cui prepararsi. 

Ed invece non è cosi.
Il colloquio ha lo scopo di far capire al datore di lavoro chi è la persona che siede davanti a lui, e in che modo può lavorare in azienda, quale tipo di apporto può dare, come si può inserire in un team già costituito senza creare squilibri ad una situazione già esistente e che funziona già bene.

Ci sono alcune domande a cui fatichiamo a rispondere quando siamo ad un colloquio di lavoro, e la prima di queste è “ci indichi una sua debolezza”.
Il silenzio, imbarazzante, che spesso segue dopo questa domanda fa capire l’impreparazione del candidato.
ll tentativo di mostrarsi perfetti e senza debolezze è ancora peggio, perché tutti gli essere umani hanno debolezze o aree di miglioramento.

Qual è la risposta giusta a questa domanda?

Dire con sincerità quali sono le nostre debolezze o aree di miglioramento, spiegare in che cosa non siamo bravi, parlare di un caso in cui questo aspetto del nostro carattere, della nostra personalità, ci ha messo in difficoltà, o ha creato problemi, a noi e agli altri. 

Occorre semplicemente dimostrare di conoscersi, di conoscere i propri lati meno belli, dimostrare di essere in controllo e spiegare in che modo si cerca di tenere a bada un aspetto di noi che non ci aiuta. Quali azioni concrete abbiamo adottato per migliorare la nostra area critica?
Azioni concrete significa, in altre parole, che non è sufficiente rispondere “questa è una mia debolezza e ci sto lavorando per migliorarla”.

In che modo? Cosa si sta facendo realmente? Occorre essere chiari e specifici.

Altra domanda legata alle nostre debolezze è quella relativa a quando abbiamo commesso un errore, cosa abbiamo fatto, quale soluzione abbiamo trovato per rimediare?
Capiamo bene che questa domanda è assolutamente legata alla prima, torna ancora una volta la nostra debolezza di esseri umani e la necessità di valutarsi e migliorarsi.

Tutti abbiamo sbagliato nella vita, tutti commettiamo errori; chi vorrebbe assumerci vuole capire non tanto gli errori che abbiamo commesso, ma in che modo abbiamo reagito dopo l’errore, che soluzione abbiamo adottato, quale lezione abbiamo imparato.

Nessuno ha voglia di apparire imperfetto, soprattutto in sede di colloquio di lavoro; tutti cercano di dare la migliore immagine di sé.

Tuttavia, per superare con successo un colloquio di lavoro, il segreto non è mentire per apparire perfetti.

Il segreto è essere veri, genuini e solidi.


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