Concorrenza e competenza nell’economia italiana

di Francesco Fravolini

competenza concorrenza

Le nuove identità del lavoro sono al centro del dibattito sociale del XXI secolo. C’è una trasformazione delle professioni e si avverte l’esigenza di rinnovare il paradigma dell’occupazione.

«La dinamica dei soggetti d’impresa – si legge in un recente Rapporto del Censis dal titolo “L’inarrestabile proliferazione dei soggetti nel sistema italiano” – supera ogni giorno le categorie di business e di occupazione codificate nelle tabelle tradizionali, spostandosi verso nuove forme. È utile ricordare che in questo periodo storico si diffonde la formula del franchising: circa 1.000 reti per 51.000 negozi e 200.000 occupati (24 miliardi di euro di fatturato), con circa la metà delle reti attiva nei servizi; aumentano le piccole e medie imprese che scoprono l’export: soltanto nel 2016 ben 215.708 operatori hanno realizzato vendite all’estero (anche se la metà ha un fatturato estero inferiore ai 75.000 euro); c’è una buona affermazione delle nicchie di qualltà come le aziende biologiche certificate che sono oggi 66.740 (erano 52.383 nel 2016); cresce la domanda e l’offerta di certificazione giacché gli organismi di certificazione passano da 291 nel 2014 a 342 nel 2016, mentre i laboratori sono ormai 1.334; si sviluppano le start up innovative: 7.398 secondo il Registro di Invitalia con circa 40.000 tra soci e addetti, circa il 20% operante nel settore manifatturiero; la manifattura digitale conta ormai su 116 fablab attivi; nascono nuove imprese intorno a nuovi prodotti: si pensi solo alla birra artigianale con circa 1.000 micro-birrifici, 700 stabilimenti e 300 marchi; si moltiplicano i player della mobilità urbana ed extraurbana, cioè car sharing, car pooling, bike sharing a flusso libero, Flixbus; aumentano i contratti di rete che sono oggi 4.423 e coinvolgono 26.861 imprese, mentre nel 2014 erano 1.643 con 8.095 imprese coinvolte; non conosce crisi la formula delle imprese cooperative che sono oggi 114.531 mentre nel 2014 erano 78.298».

La rivoluzione nel mondo del lavoro prosegue in maniera spedita con una ridefinizione dei modelli di business i quali influenzano l’occupazione.

Nel nuovo contesto sociale le due sfide economiche sono competenza e concorrenza. Questo stravolgimento si percepiva già nel lontano 1998 quando il 7 maggio si allarga la famiglia della Cgil con la nascita del nuovo soggetto sindacale denominato NidiL, Nuove Identità di Lavoro. Si tratta di una nuova rappresentanza a difesa delle diverse modalità di lavoro non propriamente standard, proprio come quelle conosciute nel XX secolo. Ebbene, da quel momento storico sono trascorsi ormai 20 anni, il mondo del lavoro ha vissuto cambiamenti non sempre positivi e i diversi stravolgimenti sono ancora in corso. Concorrenza e competenza sono le due parole con le quali trovare la soluzione migliore per affrontare seriamente le sfide del mercato futuro.

Quando il mondo dell’occupazione stravolge i suoi scenari è opportuno conoscere gli orizzonti da individuare. 

«I profili professionali che subiscono una trasformazione economica – commenta Paolo Cerra, Fondatore di https://www.skillsjobs.it/ – sono i lavori dove si richiede una minore competenza personale perché diventano maggiormente sostituibili: dalla manodopera a costi inferiori fino ad arrivare all’impiego di nuovi macchinari. Ci sono anche figure professionali ritenute, sino ad oggi, socialmente elevate che subiscono gli effetti del mutamento delle condizioni; basti pensare al mondo delle banche, il cui business subisce la concorrenza dei prodotti online o delle innovazioni, con ripercussioni sulle figure professionali».

Il mondo del lavoro deve fare i conti con scenari mutevoli e spesso sarà fondamentale anticipare le diversificate esigenze economiche che caratterizzano proprio il mercato in forte cambiamento.

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